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Come nasce un gioiello? Lavorazione dell’oro e curiosità…

Scritto da: Romina Balducci



anello_oroCome nasce un gioiello?

Vi siete mai chieste come da una pepita grezza poco lucente si arrivi al vostro Cartier? 
Cominciamo dall’inizio…
L’estrazione.
I maggiori giacimenti si trovano in Sud Africa: da solo questo paese produce il 60% dell’oro estratto ogni anno dal mondo che ammonta a circa mille tonnellate.

 
Leghe e carati
L’oro è un metallo tenerissimo, non può essere usato puro nella fabbricazione di gioielli, durerebbe troppo poco. Occorre creare leghe con altri metalli. I più usati sono il rame, l’argento e il palladio. Oltre a rinforzare l’oro questi metalli gli conferiscono sfumature diverse rispetto all’originario “giallo solare”. 
I “gold designer” lavorano con  ben 8 sfumature: dal giallo al rosa, dal verde al blu.

 
Qualunque sia il suo colore, una cosa è certa: il valore dell’oro rimane sempre invariato! 
Cambia, invece, il valore della lega a seconda delle proporzioni di oro e metalli: il carato, infatti, non è altro che il rapporto fra quantità di oro fino e quantità degli altri metalli usati nella fusione. Si va dagli 8 ai 24 carati.
Una volta ottenuta la lega si procede con la fusione, fase utile a miscelare i componenti  per creare il lingotto.
Il metallo arroventato passa tra cilindri che lo rendono via via più sottile. Questa fase detta “laminazione”serve ad ottenere fili e lastre d’oro. L’oro è estremamente malleabile: da un grammo di metallo si ottiene un filo di oltre 3 km e da un’oncia (31 grammi) un foglio di 16 mq.

 
La lavorazione
Si comincia con la saldatura. E’ l’assemblaggio delle singole parti e avviene con cannelli a gas. Si tratta di un’operazione complessa: se la temperatura non è corretta si rischia una fusione dell’intero pezzo. Tecniche avanzate di saldatura utilizzano il laser. Infine, per togliere residui dal gioiello si passa alla limatura, un lavoro di precisione assoluta che si fa usando piccole smeriglie. Ultima fase di lavorazione è la pulitura, effettuata con una macchina speciale a spazzole rapide, anche se la pulitura migliore rimane sempre quella fatta a mano.

 
Chiudiamo il nostro viaggio nell’oro con una curiosità: avreste mai pensato che i jet “navigassero” nell’oro?
Dovete sapere che i finestrini dei jet sono interamente ricoperti di particelle d’oro, che hanno la proprietà di deviare i raggi solari e resistere a temperature estreme.  Così, per lo stesso motivo, anche le tute degli astronauti contengono polvere d’oro …sarà questa la leggendaria polvere di stelle?

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