Scritto da: Greta
Cosa succede se i nostri marker somatici ci mettono in guardia ed insinuano dubbi e sospetti? Se perdiamo quella fiducia, quella stima tanto duramente conquistata? Sarà persa per sempre? O ricorreremo ad una fiducia diversa, non più certo ‘originaria’ poiché quest’ultima è scevra da ogni minimo sospetto di male (Galimberti).
Se chiedessimo cosa fa perdere fiducia nell’altro le risposte più frequenti sarebbero: le bugie, l’ ambiguità, il tradimento, la mancanza di rispetto, la prepotenza, l’ipocrisia, il dubbio…Il dubbio quel maledetto che spezza e lacera la fiducia, e di cui sempre Galimberti parla come ‘scoperta del duplice aspetto del reale’, presa coscienza dell’ombra accanto al sole.
I punti di vista dunque sono tanti , da quello scientifico a quello filosofico fino a quello più spirituale . Ma se vogliamo tirare in ballo contemporaneamente (se è vero che siamo ‘assemblati’ senza nette distinzioni) mente, corpo, spirito, carattere, personalità, sensibilità individuale, storia personale, percorsi e incontri di vita per ognuno differenti, il cammino del nostro particolare concetto di fiducia prende svariate strade, vicoli , viuzze nascoste segnate quà e là da ferite e tradimenti , gioie e dolori.
Vi lascio con le parole di un caro libro a tutti noto, parole che in qualche modo mi riportano alla mente il concetto di fiducia, intesa come costruzione di amore e ‘sicurezza’ con e nell’altro. Fiducia come legame che non ‘si compra’ e non si ‘forza’ ma che possiamo far accadere ogni giorno con pazienza, o che per meglio dire, possiamo ‘addomesticare’….
Il Piccolo principe chiese alla volpe…
“Cosa vuol dire’ addomesticare’ ?”
“E’ una cosa molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami”
“Se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.” (…) “Tutti gli uomini si assomigliano (…) Ma se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.”
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano…” disse la volpe.
“Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che bisogna fare?” chiese il piccolo principe
“Bisogna essere molto pazienti…In principio tu sederai un po’ lontano da me…Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino………” (…)
“Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato…”
Da “ Il Piccolo Principe” di Antoine De Saint – Exupèry




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E’ un vero peccato, se ci pensate, che la lentezza con cui si costruisce un rapporto di fiducia non sia controbilanciata da una lentezza nel momento del dubbio: quando si insinua un dubbio, immediatamente si perde ogni legame di fiducia con l’altro. Un processo rapido e istintivo, per guarire dal quale occorrono anche anni (senza la garanzia di recuperare quel rapporto)… Forse la fiducia è una strada a senso unico?