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	<title>Gracebook.it &#187; Scienza</title>
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	<description>Il paid to write sulle Donne, anche per gli Uomini</description>
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		<title>Le api comunicano con la danza</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 19:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo sapevate che le api volano seguono il sole? E che sanno distinguere tutti  i colori eccetto il rosso?
E per comunicare utilizzano profumi e danze.
Si, pare proprio che l’insetto più laborioso del pianeta sia un perfetto ballerino. Il linguaggio delle api si basa proprio sulle danze: “danza circolare” e “danza dell’addome”. Attraverso i movimenti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-253 alignright" title="ape" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/05/ape.jpg" alt="ape" width="196" height="209" />Lo sapevate che le api volano seguono il sole? E che sanno distinguere tutti  i colori eccetto il rosso?<br />
<strong>E per comunicare utilizzano profumi e danze</strong>.</p>
<p>Si, pare proprio che l’insetto più laborioso del pianeta sia un perfetto ballerino. Il linguaggio delle api si basa proprio sulle danze: “danza circolare” e “danza dell’addome”. Attraverso i movimenti del corpo si scambiano informazioni sulla direzione da seguire e la distanza del cibo, addirittura sul tipo di nettare. E non è tutto! Il linguaggio delle api è così raffinato che ogni varietà di api ne ha uno diverso.</p>
<p>Vi siete mai chiesti quanto lavora un’ape nella sua vita? Ogni anno le api operaie di una colonia trasportano nell’alveare <strong>260 kg di polline, nettare e acqua</strong>.<br />
Per raccogliere il nettare per produrre un kg di miele le api fanno circo <strong>150 000 km a una velocità di 450m/min</strong>, cioè circa 30 km/h. Una bottinatrice, l’ape che cerca cibo, è in grado di sorvolare200-300 fiori in 15-30 minuti.<br />
E’ un lavoro incessante quello dell’ape, che durerà per tutta la sua vita. A proposito, quanto vivono le api? Un’ape operaia vive da 21 giorni a 6 mesi, un fuco un’estate e un’ape regina 4 anni.</p>
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		<title>Femina Sapiens</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 16:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
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		<description><![CDATA[Per la Bibbia la donna fu creata dalla costola di Adamo e questo pensiero ha permeato la cultura occidentale.
Oggi si può  affermare con certezza che nell’evoluzione umana ha rivestito un ruolo fondamentale la femina sapiens. Eva è stata più importante di Adamo.  Furono le donne, pare, a inventare il linguaggio, ad usare utensili, a promuovere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-242 alignright" title="homo-sapiens" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/05/homo-sapiens.jpg" alt="homo-sapiens" width="234" height="230" />Per la Bibbia la donna fu creata dalla costola di Adamo e questo pensiero ha permeato la cultura occidentale.</p>
<p>Oggi si può  affermare con certezza che nell’evoluzione umana ha rivestito un ruolo fondamentale la <strong>femina sapiens</strong>. Eva è stata più importante di Adamo.  Furono le donne, pare, a inventare il linguaggio, ad usare utensili, a promuovere la cooperazione nella caccia e la spartizione del cibo … </p>
<p>I nostri antenati erano ricchi di <strong>divinità femminili</strong>. Molte Veneri sono state ritrovate incise su pietra o su ossi di mammut. Il punto centrale di una famiglia era la donna,  la figura del padre non esisteva per via dei rapporti sessuali molto promiscui. La madre manteneva rapporti con i figli per tutta la vita. Sceglievano come compagno il maschio più socievole e generoso.</p>
<p>Afferma l’antropologa <strong>Nancy Tanner</strong> : otto milioni di anni fa gli ominidi lasciarono le foreste per la savana. Nel nuovo e sterminato ambiente il cibo era più disperso, spesso sotto forma di radici e tuberi, reperibili solo scavando.</p>
<p>Le femmine divennero raccoglitrici e usarono sempre più strumenti atti alla loro attività. Si sviluppò la tendenza all’andatura bipede, era la migliore soluzione al trasporto di cibo, figli e utensili. I maschi si limitavano a consumare cibo sul posto del ritrovamento  invece di raccoglierlo per spartirlo.</p>
<p><strong>Le cose cambiarono quando la popolazione aumentò</strong>. Si passò a una fase di colture intensive che richiesero l’uso dell’aratro, dando molto valore alla forza maschile.</p>
<p>E cambiarono ancora di più con l’avvento delle <strong>guerre</strong>, innescate dai tentativi di furto di bestiame e prodotti della terra.  Da questo momento in poi le divinità femminili lasciarono il posto a dei guerrieri maschili, facendo dimenticare che fu la femmina a creare l’Homo Sapiens.</p>
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		<title>Come nasce un gioiello? Lavorazione dell&#8217;oro e curiosità&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 17:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Come nasce un gioiello?
Vi siete mai chieste come da una pepita grezza poco lucente si arrivi al vostro Cartier? 
Cominciamo dall’inizio…
L’estrazione.
I maggiori giacimenti si trovano in Sud Africa: da solo questo paese produce il 60% dell’oro estratto ogni anno dal mondo che ammonta a circa mille tonnellate.
 
Leghe e carati
L’oro è un metallo tenerissimo, non può essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-153 alignright" title="anello_oro" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/04/anello_oro.jpg" alt="anello_oro" width="160" height="144" />Come nasce un gioiello?</p>
<p>Vi siete mai chieste come da una pepita grezza poco lucente si arrivi al vostro Cartier? <br />
Cominciamo dall’inizio…<br />
<strong>L’estrazione.<br />
</strong>I maggiori giacimenti si trovano in Sud Africa: da solo questo paese produce il 60% dell’oro estratto ogni anno dal mondo che ammonta a circa mille tonnellate.</p>
<p> <br />
<strong>Leghe e carati</strong><br />
L’oro è un metallo tenerissimo, non può essere usato puro nella fabbricazione di gioielli, durerebbe troppo poco. Occorre creare leghe con altri metalli. I più usati sono <strong>il rame, l’argento e il palladio</strong>. Oltre a rinforzare l’oro questi metalli gli conferiscono sfumature diverse rispetto all’originario “giallo solare”. <br />
I <em>“gold designer”</em> lavorano con  ben 8 sfumature: dal giallo al rosa, dal verde al blu.</p>
<p> <br />
Qualunque sia il suo colore, una cosa è certa: il valore dell’oro rimane sempre invariato! <br />
Cambia, invece, il valore della lega a seconda delle proporzioni di oro e metalli: <strong>il carato</strong>, infatti, non è altro che il rapporto fra quantità di oro fino e quantità degli altri metalli usati nella fusione. Si va dagli 8 ai 24 carati.<br />
Una volta ottenuta la lega si procede con la fusione, fase utile a miscelare i componenti  per creare il lingotto.<br />
Il metallo arroventato passa tra cilindri che lo rendono via via più sottile. Questa fase detta “laminazione”serve ad ottenere fili e lastre d’oro. L’oro è estremamente malleabile: da un grammo di metallo si ottiene un filo di oltre 3 km e da un’oncia (31 grammi) un foglio di 16 mq.</p>
<p> <br />
<strong>La lavorazione</strong><br />
Si comincia con la <strong>saldatura</strong>. E’ l’assemblaggio delle singole parti e avviene con cannelli a gas. Si tratta di un’operazione complessa: se la temperatura non è corretta si rischia una fusione dell’intero pezzo. Tecniche avanzate di saldatura utilizzano il laser. Infine, per togliere residui dal gioiello si passa alla <strong>limatura</strong>, un lavoro di precisione assoluta che si fa usando piccole smeriglie. Ultima fase di lavorazione è la <strong>pulitura</strong>, effettuata con una macchina speciale a spazzole rapide, anche se la pulitura migliore rimane sempre quella fatta a mano.</p>
<p> <br />
Chiudiamo il nostro viaggio nell’oro con una <strong>curiosità</strong>: avreste mai pensato che i jet “navigassero” nell’oro?<br />
Dovete sapere che i finestrini dei jet sono interamente ricoperti di particelle d’oro, che hanno la proprietà di deviare i raggi solari e resistere a temperature estreme.  Così, per lo stesso motivo, anche le tute degli astronauti contengono polvere d’oro …sarà questa la leggendaria <strong><em>polvere di stelle</em></strong>?</p>
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		<title>Alimentazione e latte materno</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 16:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il latte materno prende il sapore dei cibi mangiati dalla madre.  
 
Secondo una ricerca del New Scientist, rivista scientifica dell’Università di Cophenagen, gli alimenti mangiati dalla mamma conferiscono sapore al latte. Questo vale per tutti i cibi, quello che varia, invece, è il tempo di assimilazione: il gusto della liquirizia e il mentolo raggiungono il seno in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"><img class="size-full wp-image-145 alignright" title="allattamento1" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/04/allattamento1.jpg" alt="allattamento1" width="226" height="210" />Il latte materno prende il sapore dei cibi mangiati dalla madre.  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Secondo una ricerca del <strong>New Scientist</strong>, rivista scientifica dell’Università di Cophenagen, gli alimenti mangiati dalla mamma conferiscono sapore al latte. Questo vale per tutti i cibi, quello che varia, invece, è il tempo di assimilazione: il gusto della liquirizia e il mentolo raggiungono il seno in due ore, la banana in un’ora. Il sapore, indipendentemente dall&#8217;alimento ingerito, perdura nel latte dalle 2 alle 8 ore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Secondo la stessa ricerca, cavoli, cavoletti di buxelles e broccoli sono in assoluto i cibi che conferiscono il sapore più sgradevole al latte materno. Aglio e cipolla, invece, danno al latte il loro sapore caratteristico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
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