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	<title>Gracebook.it &#187; Psicologia femminile</title>
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	<description>Il paid to write sulle Donne, anche per gli Uomini</description>
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		<title>Psicologia in casa: un colore per ogni stanza!</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 13:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una casa costruita intorno alla persona: è il principio ispiratore della nuova architettura. Al centro di tutto, il rapporto della mente umana con le forme, i materiali e i colori.
Abbiamo notato tutte almeno una volta nella vita l&#8217;effetto diverso di una stanza dalle pareti arancio rispetto ad una completamente bianca. Ma forse non tutte ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-674" title="parete-rossa1" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/07/parete-rossa1-150x150.jpg" alt="parete-rossa1" width="150" height="150" />Una casa costruita intorno alla persona: è il principio ispiratore della nuova architettura. Al centro di tutto, il rapporto della mente umana con le forme, i materiali e i colori.<br />
Abbiamo notato tutte almeno una volta nella vita l&#8217;effetto diverso di una stanza dalle pareti arancio rispetto ad una completamente bianca. Ma forse non tutte ci siamo chieste se al di là del gusto estetico, a colpirci fosse la sensazione evocata da quel colore piuttosto che da un altro.</p>
<p>Ora gli architetti cominciano a mettere da parte la solidità, l&#8217;estetica e l&#8217;utilità dei mobili per ripensare al concetto di benessere di chi abita nella casa. E lo fanno con la consulenza di psicologi e psichiatri.<br />
In pratica, <strong>una rivoluzione architettonica nel segno della psico- sotenibilità</strong>.</p>
<p>In questo processo, il <strong>colore</strong> ha un ruolo fondamentale: può rilassare o eccitare, aumentare o diminuire i volumi. In un monolocale, ad esempio, il colore può espandere lo spazio e aiutare la persona a sentirsi meno oppressa dentro ai suoi 30 mq.</p>
<p>Ma il colore da solo non basta, tutti i sensi dovrebbero intervenire nella progettazione: se una persona  soffre di claustrofobia, possono essere adeguati soffitti di 2,70 m?</p>
<p><strong>Casa e colori: consigli per l&#8217;uso</strong></p>
<p>Non ci sono regole ferree per dipingere le pareti ma teniamo presente che i toni chiari regalano ampiezza mentre gli scuri riducono gli spazi. Le gradazioni  tenui trasmettono freschezza, quelle intense opprimono, il bianco illumina la casa e il colore può essere giusto su una sola parete.</p>
<p>Nella sala da pranzo è meglio usare colori caldi e così anche nelle stanze a nord per compensare la freddezza della luce. Un trucco per ingrandire un piccolo ambiente? Usare un colore in diverse tonalità tenui sulle pareti!</p>
<p><strong>Scegli il colore delle stanze in base al loro uso: </strong></p>
<p><strong>Rosso</strong>: rappresenta il calore e alimentazione. E&#8217; un colore stimolante.</p>
<p><strong>Arancione</strong>: colo dell&#8217;accoglienza e ospitalità, viene percepito come vibrante, simboleggia attenzione, studio e ricerca.</p>
<p><strong>Giallo</strong>: allegria, felicità, crescita e oro. Ma anche codardia, tradimento, gelosia e azzardo. Predispone alla libertà e all&#8217;autosviluppo.</p>
<p><strong>Verde</strong>: simboleggia la natura e la vita, produce stabilità psicologica perchè rappresenta i valori saldi che non mutano.</p>
<p><strong>Blu</strong>: evoca calma, armonia, fiducia, pulizia e lealtà ma anche tristezza e depressione. Se guardate a lungo una parete blu percepite quiete.</p>
<p><strong>Viola</strong>: regalità, spiritualità passione e amore. E&#8217; il colore della fascinazione erotica perchè indica l&#8217;unione degli opposti.</p>
<p><strong>Rosa</strong>: rappresenta femminilità e gioventù, debolezza e ingenuità.</p>
<p><strong>Bianco</strong>: il colore della purezza, della pulizia, dell&#8217;innocenza. Evoca spazio, castità semplicità e apce.</p>
<p><strong>Nero</strong>: associato a potere, eleganza, magia, mistero e notte.</p>
<p><strong>Grigio</strong>: neutralità, solidità, intelligenza e modernità, associato a maturità e tristezza.</p>
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		<title>Gravidanza e maternità, c&#8217;è un&#8217;età giusta?</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 21:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; morta la donna  entrata nel Guinnes dei Primati per aver partorito 2 gemelli all&#8217;età di 67 anni. La spagnola Maria del Carmen Bousada de Lara si è arresa al cancro all&#8217;età di 69 anni lasciando orfani i due gemellini partoriti nel 2006 in una clinica di Barcelona.
Aveva effettuato l&#8217;inseminazione artificiale negli Stati Uniti perchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-670" title="grav1" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/07/grav1-150x150.jpg" alt="grav1" width="150" height="150" />E&#8217; morta la donna  entrata nel Guinnes dei Primati per aver partorito 2 gemelli all&#8217;età di 67 anni. La spagnola Maria del Carmen Bousada de Lara si è arresa al cancro all&#8217;età di 69 anni lasciando orfani i due gemellini partoriti nel 2006 in una clinica di Barcelona.</p>
<p>Aveva effettuato l&#8217;inseminazione artificiale negli Stati Uniti perchè quel desiderio di maternità mai realizzato continuava a tormentarla. A chi le chiedeva se non temesse di essere troppo vecchia per dare alla luce dei figli, lei rispondeva che no, non era mai troppo tardi, visto tra l&#8217;altro che lsua madre si era spenta all&#8217;età di 101 anni.</p>
<p>Ma il destino non l&#8217;ha aiutata, <strong>dopo soli 2 anni e mezzo dal parto Carmen è deceduta</strong> lasciando orfani i gemellini Pau e Christian.<br />
Ora il mondo si infiamma:</p>
<p><strong>E&#8217; giusto mettere al mondo un figlio a quell&#8217;età?</strong></p>
<p><strong>Non è egoista una donna che pur di assecondare il suo bisogno di maternità mette al mondo dei figli col rischio di lasciarli soli troppo presto?</strong></p>
<p><strong>Qual&#8217;è il limite tra scienza ed etica?</strong></p>
<p>E soprattutto, <strong>come stabilire il confine tra ciò che è giusto e ciò che non lo è?</strong></p>
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		<title>Shopping compulsivo: pazzi per gli acquisti?</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 20:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi di voi hai mai pensato che la Sophie Kinsella di &#8220;I love shopping&#8221; fosse in realtà una dilettante degli acquisti? In confronto a chi soffre di shopping addiction la protagonista del fortunato libro è una dilettante!
Ebbene si, la dipendenza dallo shopping è una vera e propria malattia che poco ha a che vedere con l&#8217;essere &#8220;spendaccioni&#8221;&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-566" title="shopping" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/06/shopping-150x150.jpg" alt="shopping" width="150" height="150" />Chi di voi hai mai pensato che la Sophie Kinsella di &#8220;I love shopping&#8221; fosse in realtà una dilettante degli acquisti? In confronto a chi soffre di shopping addiction la protagonista del fortunato libro è una dilettante!</p>
<p>Ebbene si, la dipendenza dallo shopping è una vera e propria malattia che poco ha a che vedere con l&#8217;essere &#8220;spendaccioni&#8221;&#8230; non preoccupatevi quindi se vi piace fare shopping, a chi non piace? Ma ci sono casi in cui al piacere per l&#8217;acquisto si sostituisce un insaziabile impulso a comprare,  un bisogno irrefrenabile di avere alcuni oggetti. Si accumulano debiti tali da mandare in rovina intere famiglie (chi ne è affetto è capace di spendere anche 50 mila euro in un giorno solo!) per non parlare delle conseguenze psicologiche e affettive che ne conseguono.</p>
<p><strong>Chi ne soffre?</strong></p>
<p>Secondo alcuni studi, in Italia ne soffrono tra l&#8217;1 e l&#8217;8% della popolazione adulta. In genere ad esserne più colpite sono le giovani donne fino ai 40 anni, per lo più appartenenti alle fasce di popolazioni a reddito medio basso, un po&#8217; come accade anche per altre dipendenze &#8220;costose&#8221; tipo il gioco d&#8217;azzardo.</p>
<p>Niente paura: non basta essere &#8220;fissati con lo shopping&#8221; per soffrire del disturbo, devono essere presenti anche i seguenti fattori, individuati dal <strong>dr. Lorrin Koran della Stanford University</strong>: il denaro speso deve superare le proprie possibilità, gli acquisti si ripetono più volte in una settimana e perdono senso (si tende a comprare cose inutili o bizzarre, in grande quantità), il mancato acquisto causa crisi di ansia e frustrazione, la dedizione allo shopping compare come una novità rispetto alle solite abitudini.</p>
<p><strong>Da dove nasce il problema?</strong></p>
<p>Alla base della shopping addiction ci sarebbe una personalità ossessivo-compulsiva, insoddisfatta della vita che conduce, infelice e incapace di instaurare relazioni affettive stabili, per cui comprare è un tentativo di riempire un vuoto interiore.</p>
<p>Secondo la <strong>SIIPAC</strong> (Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsivo), il &#8220;Compulsive Buying&#8221; è una strategia per alleviare uno stato depressivo sottostante: tristezza, paura, angoscia spingerebbero all&#8217;acquisto mentre lo shopping si associerebbe a vissuti di gioia immediata, che hanno l&#8217;effetto di rinforzare il comportamento compulsivo. Come tutte le dipendenze, anche lo shoppping compulsivo comporta <strong>tolleranza</strong>: aumentano nel tempo il dispendio di denaro, la frequenza degli acquisti e l&#8217;incapacità a trattenere gli impulsi.</p>
<p><strong>Ma cosa si compra?</strong></p>
<p>Le donne mettono al primo posto i capi di abbigliamento e poi cosmetici, scarpe e gioielli. Telefonini, computer portatili e attrezzi sportivi sembrano invece il &#8220;pallino&#8221; degli uomini.</p>
<p><strong>Come uscirne?</strong></p>
<p>Una terapia farmacologica, come si può facilmente immaginare, non esiste. Ma trattandosi di un disturbo comportamentale, particolarmente indicata la <strong>psicoterapia</strong>, per affrontare il problema e imparare a gestire relazione, tristezza e dolore. Gli esperti raccomandano di affiancare a questa anche un supporto finanziario, almeno all&#8217;inizio.</p>
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		<title>Tradimento. Storie di ordinaria tentazione</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 20:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
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Chi tradisce?
In Italia il 70% degli uomini (2 su 3) tradisce o vorrebbe tradire la partner (dati Asper). Secondo la stessa ricerca esisterebbero mestieri a rischio: agenti di commercio, medici e attori. Neanche le donne, oggi, brillano per fedeltà: il 64% tradisce o vorrebbe tradire il partner. Le cinquantenni, in particolare, raggiungono il 58%, conquistando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-full wp-image-392 alignright" title="tradimento1" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/05/tradimento1.jpg" alt="tradimento1" width="230" height="190" /></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Chi tradisce?</strong></p>
<p>In Italia il <strong>70% degli uomini</strong> (2 su 3) tradisce o vorrebbe tradire la partner (dati Asper). Secondo la stessa ricerca esisterebbero mestieri a rischio: agenti di commercio, medici e attori. Neanche <strong>le donne</strong>, oggi, brillano per fedeltà: il <strong>64%</strong> tradisce o vorrebbe tradire il partner. Le cinquantenni, in particolare, raggiungono il 58%, conquistando l&#8217;Olimpo dei traditori. Viceversa, risultano fedelissime le diciottenni, che si dichiarano traditrici solo nell&#8217;11% dei casi. E con chi tradiscono? Giardinieri (16%), Idraulici (20%), muratori (22%)!<br />
 <br />
<strong>Perchè si tradisce?</strong></p>
<p>Il tradimento avrebbe <strong>una base genetica</strong>. Secondo una recente ricerca scientifica pubblicata sul New Scientist da Christine Garver-Apgar, in gioco ci sarebbero gli antigeni del complesso maggiore di istocompatibilità: donne che hanno gli stessi antigeni di superficie dei loro partner avrebbero il 50% di possibilità in più di tradire, in genere, con uomini con antigeni opposti&#8230; Sarà vero che gli opposti si attraggono?<br />
Ma non è ovviamente solo una questione genetica. Le motivazioni che portano a compiere quel gesto che potrebbe essere fatale per la coppia vanno cercate nei <strong>meandri psicologici della relazione di coppia</strong>. A volte può essere per noia, altre volte per desiderio di trasgressione&#8230; ma in tutti gli altri casi, che cosa scatta?<br />
All&#8217;interno di una coppia, l&#8217;amore può maturare se entrambi sono liberi di crescere e di cambiare. Non tutte le relazioni, però sono sane al punto che entrambi i partner accettano l&#8217;uno i cambiamenti dell&#8217;altro, o per paura o per desiderio di rendere l&#8217;altro come lo si vorrebbe. L&#8217;unico modo per far crescere un rapporto insieme ai 2 partner, è comunicare assiduamente: nel dialogo maturano i cambiamenti e si mantiene intatta la via da percorrere.</p>
<p> Le coppie che non comunicano, appiattiscono i conflitti o, al contrario, si incontrano solo su un terreno conflittuale e frustrante, sarebbero perciò più esposte al tradimento. Perchè in un clima di disgregazione e disagio personale, l&#8217;amante viene percepito come il salvatore: arriva nella vita dell&#8217;uomo e della donna e la travolge in un turbine di passione e novità, dando l&#8217;illusione di ricominciare in un modo totalmente differente dal modello abituale, che si è rivelato doloroso.<br />
<strong>Quando si tradisce di più?</strong></p>
<p>Per gli uomini non farebbe differenza. Per le donne si: la maggior parte dei tradimenti avviene durante il periodo fertile del ciclo mestruale, quando cioè i livelli di estrogeno aumentano portando a uno stato di grazia ormonale responsabile di maggiore eccitazione. Ma non è l&#8217;unica differenza tra uomini e donne. Mentre gli uomini sembrano più propensi a trascinare relazioni parallele anche per molto tempo, asserendo che l&#8217;amore e il sesso sono due cose diverse, le donne, quando tradiscono, lo fanno perchè si innamorano, in genere. Per questo, sono meno disposte degli uomini a portare avanti relazioni contemporanee mentre preferiscono troncare la vecchia relazione per vivere appieno la nuova.</p>
<p>E voi, avete mai tradito il vostro partner?</p>
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		<title>Vita di coppia, trappola o meraviglia?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 17:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Nitto</dc:creator>
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In ogni gruppo o società prima o poi si creano le stesse dinamiche: nascono degli obblighi, dei doveri, delle tensioni. La coppia può offrire protezione, un riparo da emozioni negative, ma come tutte le protezioni e garanzie limita anche la libertà? 
Tu cosa ne pensi? 
La crisi è quella che prima o poi prende tutti. Basta cominciare  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-340 alignright" title="fiducia-2" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/05/fiducia-2.jpg" alt="fiducia-2" width="280" height="186" /></p>
<p>In ogni gruppo o società prima o poi si creano le stesse dinamiche: <strong>nascono degli obblighi, dei doveri, delle tensioni</strong>. La coppia può offrire protezione, un riparo da emozioni negative, ma come tutte le protezioni e garanzie limita anche la libertà? </p>
<p><strong>Tu cosa ne pensi?</strong> </p>
<p>La crisi è quella che prima o poi prende tutti. Basta cominciare  a porsi delle domande per scoprire che alcune, magari quelle più semplici, che non avremmo mai pensato potessero creare problemi,  spesso non hanno risposte chiare. O peggio, causano rotture e tensioni che non ci saremmo mai aspettate. Ci sono tempi di avvelenamento, periodi d’amore ma anche di <strong>delusione</strong>, di <strong>piccole infinite irritazioni</strong>, di <strong>fedeltà</strong>… </p>
<p>Io credo che la vita di coppia possa essere meravigliosa e difficile insieme. Di sicuro è il miglior modo di capire la realtà che non avviene con la testa ma col cuore.<strong> Si capisce davvero solo quello che si è prov</strong>ato, quello che si è sentito dentro di sé. E ci sono alcune persone che riescono a far uscire il meglio di noi.  </p>
<p>Solo che di coppie vere non ce ne sono tante, coppie cioè salve dal pericolo di divenire trappole.</p>
<p><strong>Cosa intendo per &#8220;coppia trappola&#8221;?</strong></p>
<p>Sono le relazioni amorose vissute solo come terreno per realizzare sé stessi. Quando energia, sentimento, amore, forza non si impiegano per cercare l’altro ma si concentrano solo su noi stessi attraverso l’altro, allora l&#8217;altro diventa solo un mezzo da usare, l’Io domina sul Tu e sul Noi ….questa è una coppia finta. Che poi non è tanto diverso dal dire: scelgo questo legame per ora, poi se va male sceglierò diversamente. Basta.</p>
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		<title>La fiducia perduta si può recuperare?</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 21:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Greta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa succede se i nostri marker somatici ci mettono in guardia ed insinuano dubbi e  sospetti? Se perdiamo quella fiducia, quella stima tanto duramente conquistata? Sarà persa per sempre? O ricorreremo ad una fiducia diversa, non più certo ‘originaria’ poiché quest’ultima è scevra da ogni minimo sospetto di male (Galimberti).
 
Se chiedessimo cosa fa perdere fiducia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-297 alignright" title="vetro" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/05/vetro.jpg" alt="vetro" width="233" height="174" />Cosa succede se i nostri marker somatici ci mettono in guardia ed insinuano dubbi e  sospetti? Se perdiamo quella fiducia, quella stima tanto duramente conquistata? Sarà persa per sempre? O ricorreremo ad una fiducia diversa, non più certo ‘originaria’ poiché quest’ultima è scevra da ogni minimo sospetto di male (Galimberti).</p>
<p> <br />
Se chiedessimo cosa fa perdere fiducia nell’altro le risposte più frequenti sarebbero: <strong>le bugie, l’ ambiguità, il tradimento, la mancanza di rispetto, la prepotenza, l&#8217;ipocrisia, il dubbio</strong>…Il dubbio quel maledetto che spezza e lacera la fiducia, e di cui  sempre Galimberti parla come ‘scoperta del duplice aspetto del reale’, presa coscienza dell’ombra accanto al sole.</p>
<p> <br />
I punti di vista dunque sono tanti , da quello scientifico a quello filosofico fino a quello più spirituale . Ma se vogliamo tirare in ballo contemporaneamente  (se è vero che siamo ‘assemblati’ senza nette distinzioni) mente, corpo, spirito, carattere, personalità, sensibilità individuale, storia personale, percorsi e incontri di vita per ognuno differenti, il cammino del nostro particolare concetto di fiducia prende svariate strade, vicoli , viuzze nascoste segnate quà e là da ferite e tradimenti , gioie e dolori.</p>
<p> <br />
Vi lascio con le parole di un caro libro a tutti noto, parole che in qualche modo mi riportano alla mente il concetto di fiducia, intesa come costruzione di amore e ‘sicurezza’ con e nell’altro.  Fiducia come legame che non ‘si compra’ e non si ‘forza’ ma che possiamo <strong>far accadere ogni giorno con pazienza</strong>, o che per meglio dire, possiamo ‘addomesticare’….<br />
Il Piccolo principe chiese alla volpe…<br />
<em>“Cosa vuol dire’ addomesticare’ ?”<br />
“E’ una cosa molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami&#8221; </em></p>
<p><em> “Se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo,  e io sarò per te unica al mondo.”</em>  (&#8230;)  <em> “Tutti gli uomini si assomigliano (&#8230;) Ma se tu</em> <em>mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.”</em><br />
<em>“Non si conoscono che le cose che si addomesticano…”</em> disse la volpe.<br />
<em>“Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”</em>    </p>
<p><em>“Che bisogna fare?”</em> chiese il piccolo principe</p>
<p><em>“Bisogna essere molto pazienti…In principio tu sederai un po’ lontano da me…Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’  più vicino………” (</em>&#8230;)<br />
<em>“Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato…”</em></p>
<p><em></em><br />
Da “ Il Piccolo Principe” di Antoine De Saint &#8211; Exupèry</p>
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		<title>Fiducia. Da dove nasce?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 18:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Greta</dc:creator>
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In latino fides,in italiano fiducia,fede: sostantivi ai quali possiamo associare sicurezza,ottimismo, speranza..
Nel dizionario alla voce “fiducia” si legge: sentimento di sicurezza che ci fa confidare in qualcosa o qualcuno senza riserve. E’ la fiducia  che nutriamo nei confronti delle persone care, degli amici, dei nostri compagni/e, ma anche la fiducia in noi stessi , nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-292 alignright" title="fiducia" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/05/fiducia-300x211.jpg" alt="fiducia" width="240" height="169" /></p>
<p>In latino fides,in italiano fiducia,fede: sostantivi ai quali possiamo associare sicurezza,ottimismo, speranza..<br />
Nel dizionario alla voce “fiducia” si legge: <em>sentimento di sicurezza che ci fa confidare in qualcosa o qualcuno senza riserve</em>. E’ la fiducia  che nutriamo nei confronti delle persone care, degli amici, dei nostri compagni/e, ma anche la fiducia in noi stessi , nelle situazioni della vita, in Dio.<br />
Per Papa Giovanni Paolo II, questo sentimento va meritato e non solo con le parole, ma con i fatti. Il filosofo e scrittore francese Michel Eyquem de Montaigne invece,  riteneva che la capacità di confidare nella bontà altrui fosse testimonianza di una propria bontà interiore.</p>
<p><strong>Ma come nasce la fiducia? Che cosa fa sì che ci fidiamo o meno di qualcuno?</strong></p>
<p>A volte è l’istinto a guidarci, altre volte è la sicurezza di una relazione costruita nel tempo, tempo nel quale abbiamo potuto ‘sperimentare’ l’autenticità, la veridicità, <strong>l’affidabilità delle parole e delle azioni</strong> di coloro che ci sono accanto.  Dell’istinto o di quel sentire che comunemente definiamo ‘a pelle’, Antonio Damasco il neurobiologo che ha contribuito a superare l’epocale divisione mente-corpo, ci da una spiegazione scientifica. Secondo la sua teoria, esisterebbero dei marcatori somatici: una sorta di ‘segnali intuitivi’ che ci aiutano ad orientarci in una direzione piuttosto che in un’altra. Si tratta di indicatori corporei che, agendo dall’interno e manifestandosi come sensazioni,  ci spingono a dare fiducia a tizio piuttosto che a caio.<br />
Continuando a cercare la collocazione della fiducia  in ambito neuronale, c’è chi ne indica la fonte in un ormone neuroipofisario : l’ossitocina. Essa  viene trasportata dai corpi cellulari , arriva fino al lobo posteriore dell’ipofisi e si libera nei capillari.</p>
<p>E’ dunque <strong>l’ossitocina </strong>a darci fiducia?</p>
<p>L’ossitocina è l’ormone che entra in gioco nei processi di attaccamento. Come suggerì lo psicanalista John Bowlby  in seguito all’ osservazione della relazione madre &#8211; figlio negli animali , il legame di  attaccamento alla figura significativa, cioè quella in grado di rispondere in modo adeguato alla esigenze dei cuccioli prestando conforto e cure, si è evoluto nel tempo proprio perché garantisce la sopravvivenza ed è dunque fondamentale.</p>
<p>Nello stesso modo, i riflessi nei neonati (ad esempio stringere la manina intorno al dito dell’adulto appoggiato sul palmo) avrebbero la funzione di tenersi attaccati, di ancorarsi alla madre, cosi come i meccanismi di segnalazione ( sorriso ,pianto) comunicano all’adulto i bisogni dei piccoli facendo si che si crei un ‘sistema comportamentale di attaccamento’. <br />
Non siamo forse alle basi più elementari della fiducia? Del resto i genitori con le loro azioni  possono contribuire ad allevare un figlio più o meno ‘fiducioso’ e ottimista.</p>
<p>Secondo il filosofo <strong>Umberto Galimberti</strong>  (dal libro ‘Le cose dell’amore’) è vero che nasciamo nella fiducia dell’adulto che ci nutre e ama , ma poi possiamo esprimere veramente noi stessi solo se ci liberiamo da questa fiducia, affinché non diventi una  gabbia che ci inibisce impedendoci di esprimere ciò che realmente siamo, essenza spesso non coincidente con il volere altrui. E una volta cresciuti? Bè se accanto al  vostro partner vi sentite inondati di pace e tranquillità ecco…è sempre la nostra cara ossitocina che si sta liberando lungo le cellule del corpo!</p>
<p><strong>Una curiosità</strong>: da uno studio  effettuato con risonanza magnetica funzionale emerge che l’emozione empatica che proviamo per il dolore altrui, può venir meno se veniamo a conoscenza della disonestà dell’altro.</p>
<p>Dunque la fiducia è legata all’ empatia, che non è necessariamente una sensazione immediata di comprensione altrui, ma piuttosto un cammino che si fa con chi ci è accanto e che richiede cura, vicinanza affettiva, sensibilità.</p>
<p>(Domani, la seconda parte del reportage sulla fiducia: cosa succede quando viene meno? Come si riconquista la fiducia delle persone?)</p>
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