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	<title>Gracebook.it &#187; Editoriale</title>
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	<description>Il paid to write sulle Donne, anche per gli Uomini</description>
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		<title>La prima cosa bella</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 11:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[Avete visto &#8220;La Prima cosa bella&#8221; di Virzì?  Io si, appena uscito, lo ammetto un po&#8217; per caso, bloccata alla cassa in una fila mostruosa di gente impaziente di vedere &#8220;Avatar&#8221;. Erano le 7 di sera e Avatar registrava il tutto esaurito nelle 5 sale del Multiplex fino alla proiezione delle 23.50 quando rimanevano posti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-719" title="la-locandina-del-film-la-prima-cosa-bella-141589" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2010/01/la-locandina-del-film-la-prima-cosa-bella-141589-150x150.jpg" alt="la-locandina-del-film-la-prima-cosa-bella-141589" width="150" height="150" />Avete visto &#8220;La Prima cosa bella&#8221; di Virzì?  Io si, appena uscito, lo ammetto un po&#8217; per caso, bloccata alla cassa in una fila mostruosa di gente impaziente di vedere &#8220;Avatar&#8221;. Erano le 7 di sera e Avatar registrava il tutto esaurito nelle 5 sale del Multiplex fino alla proiezione delle 23.50 quando rimanevano posti in prima fila, così volenti o nolenti, abbiamo deciso di cambiare destinazione e ci siamo &#8220;fiondati&#8221; in quell&#8217; unica sala dove vesiva proiettato di li a un&#8217;ora il film di Virzì.</p>
<p>Ebbene, le luci si sono spente, lo schermo si è illuminato e quel motivo famoso di Nicola di Bari che da il nome al film ha cominciato ad echeggiare.</p>
<p>Non so quanto tempo è passato dall&#8217;ultima volta che ho pianto al cinema, ma questo film si è preso la rivincita su tutte!</p>
<p>Si, ho pianto, tanto e con convinzione e, mi scoccia un po&#8217; amnmetterlo, ho continuato a farlo anche dopo che il film era già finito!</p>
<p>Vi state chiedendo perchè? Bè, non certo per la drammaticità del film (quanti film drammatici avrò visto nella vita?) quanto per un aspetto che secondo me è sfuggito a molti critici, le cui recensioni ho letto e riletto in questi giorni, curiosa di confrontare il mio giudizio con quello <em>&#8220;dei piani alti&#8221;</em>.</p>
<p>Ebbene trovo pareri discordanti che convergono sul concetto che si tratta di una <em>commedia all&#8217;Italiana dal sapore nostalgico&#8230;</em></p>
<p>Lasciando stare per un attimo la nostalgia, che di sicuro permea il film dal momento che in scena ci sono i ricordi di Bruno (Mastandrea) al capezzale della madre morente, vorrei concentrarmi sulla commedia.</p>
<p>Quello che mi ha colpito e che personalmente non ho mai visto rappresentato in un film, è la<strong> semplice e pura realtà profondissima del senso della vita</strong>. Quello che i fotogrammi disegnano non è tanto il ritorno al passato e lo sciogliersi dei nodi che legano Bruno alla sorella e alla madre (che dice, ma dice solo, avergli rovinato la vita) bensì quel sapore di vita vera che spesso perdiamo di vista, di come cioè la semplicità sia fatta di un sorriso nel più tragico dei momenti.</p>
<p>Questa secondo me è la vera essenza di questo film, oltre alla storia, che senza dubbio è molto efficace. Ed è proprio da questo punto di vista che mi sbilancio dicendo che si tratta di un film perfetto: mai si è visto cogliere così bene questo atroce contrasto che esiste nelle emozioni, che non sono mai &#8220;pure&#8221;, mai.</p>
<p>Un risultato di una semplicità estrema, se ci pensate, ma costruito alla perfezione in tutti i suoi dettagli: <strong>un cast eccezionale</strong>, a cominciare dalla splendida Michela Ramazzotti per approdare a un Mastandrea che incarna anche somaticamente i sentimenti, immagini da maestro, fotografia ineccepibile, dialoghi perfetti. </p>
<p>E non sono d&#8217;accordo con <strong>Cristini Piccini</strong> che dice <em>&#8220;I dettagli di questa scrittura sono opachi, luoghi, personaggi, sentimenti restano sul fondo&#8221;</em>  (Il Manifesto): se c&#8217;è una cosa che ti rimane dentro alla fine del film è l&#8217;anima dei personaggi che ti si appiccica addosso come una calamita.</p>
<p>Di quanta intensità (e mi rivolgo a chi ha visto il film) è capace la scena della riconciliazione tra i due fratelli?</p>
<p>Concludo dicendovi che questo film è senza dubbio &#8220;La prima cosa bella&#8221; che ho visto al cinema negli ultimi 5 anni!</p>
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		<title>Donne che lavorano più degli uomini</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 20:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è una novità ma un&#8217;indagine dell&#8217;Ispo lo mette nero su bianco: Una donna con 40 anni di vita professionale alle spalle lavora in media 3 anni e 3 mesi più degli uomini.
Le donne lavorano di più perchè al lavoro fuori casa si sommano le faccende domestiche e la cura dei figli: la ricerca calcola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-704" title="donna_stanca_lavoro_R375" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/11/donna_stanca_lavoro_R375-150x150.jpg" alt="donna_stanca_lavoro_R375" width="150" height="150" />Non è una novità ma un&#8217;indagine dell&#8217;Ispo lo mette nero su bianco: Una donna con 40 anni di vita professionale alle spalle lavora in media 3 anni e 3 mesi più degli uomini.<br />
Le donne lavorano di più perchè al lavoro fuori casa si sommano le faccende domestiche e la cura dei figli: la ricerca calcola che <strong>ogni giorno una donna lavora circa un&#8217;ora e mezzo più di un uomo</strong>, ovvero 7 ore e 26 minuti contro le 6,1 dell&#8217;uomo.</p>
<p>Le ore corrono tra ufficio, lavori domestici, figli da accompagnare a scuola, in palestra, dagli amici&#8230;<br />
<strong>E il tempo libero? Niente più di un miraggio?</strong></p>
<p>Il sabato e la domenica sono liberi risponderete.<br />
Invece no, il week end è anche peggio, visto che si accumulano biancheria da stirare (il ferro da stiro non è uno strumento contemplato nel codice del buon marito), pulizie da fare, quando non anche lavoro arretrato&#8230;</p>
<p>Lo conferma anche l&#8217;indagine Ispo: <strong>il 10% delle donne in più degli uomini si lamenta di non  avere tempo a sufficienza per dedicarsi a se stesse. </strong></p>
<p><strong><br />
</strong>Insomma, il tempo non basta mai: non solo per fare shopping o vedere un&#8217;amica ma alle donne italiane manca addirittura il tempo di curarsi.</p>
<p><strong>Uomini, dove sono finiti i vostri buoni propositi sulla collaborazione domestica?<br />
E voi, amiche, cosa ne pensate?</strong></p>
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		<title>Gravidanza e maternità, c&#8217;è un&#8217;età giusta?</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 21:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; morta la donna  entrata nel Guinnes dei Primati per aver partorito 2 gemelli all&#8217;età di 67 anni. La spagnola Maria del Carmen Bousada de Lara si è arresa al cancro all&#8217;età di 69 anni lasciando orfani i due gemellini partoriti nel 2006 in una clinica di Barcelona.
Aveva effettuato l&#8217;inseminazione artificiale negli Stati Uniti perchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-670" title="grav1" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/07/grav1-150x150.jpg" alt="grav1" width="150" height="150" />E&#8217; morta la donna  entrata nel Guinnes dei Primati per aver partorito 2 gemelli all&#8217;età di 67 anni. La spagnola Maria del Carmen Bousada de Lara si è arresa al cancro all&#8217;età di 69 anni lasciando orfani i due gemellini partoriti nel 2006 in una clinica di Barcelona.</p>
<p>Aveva effettuato l&#8217;inseminazione artificiale negli Stati Uniti perchè quel desiderio di maternità mai realizzato continuava a tormentarla. A chi le chiedeva se non temesse di essere troppo vecchia per dare alla luce dei figli, lei rispondeva che no, non era mai troppo tardi, visto tra l&#8217;altro che lsua madre si era spenta all&#8217;età di 101 anni.</p>
<p>Ma il destino non l&#8217;ha aiutata, <strong>dopo soli 2 anni e mezzo dal parto Carmen è deceduta</strong> lasciando orfani i gemellini Pau e Christian.<br />
Ora il mondo si infiamma:</p>
<p><strong>E&#8217; giusto mettere al mondo un figlio a quell&#8217;età?</strong></p>
<p><strong>Non è egoista una donna che pur di assecondare il suo bisogno di maternità mette al mondo dei figli col rischio di lasciarli soli troppo presto?</strong></p>
<p><strong>Qual&#8217;è il limite tra scienza ed etica?</strong></p>
<p>E soprattutto, <strong>come stabilire il confine tra ciò che è giusto e ciò che non lo è?</strong></p>
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		<title>Smart Drugs per l&#8217;esame di maturità?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 22:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina Balducci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[smart drugs]]></category>
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		<description><![CDATA[Smart drugs come antidoto alla stanchezza, ai cali di memoria e di concentrazione&#8230; ma anche alla frustrazione e alla paura di non superare l&#8217;esame di maturità.
E&#8217; così che si comincia ad assumere sostanze in grado di agire sul sistema nervoso centrale migliorando le performance cognitive. Ed è così che sempre più giovani ricorrono a smart [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="size-full wp-image-470 alignright" title="scuola-studenti" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/05/scuola-studenti.jpg" alt="scuola-studenti" width="181" height="154" />Smart drugs come antidoto alla stanchezza, ai cali di memoria e di concentrazione&#8230; ma anche alla frustrazione e alla paura di non superare l&#8217;esame di maturità.</p>
<p>E&#8217; così che si comincia ad assumere sostanze in grado di agire sul sistema nervoso centrale migliorando le performance cognitive. Ed è così che sempre più giovani ricorrono a smart drugs in vista dell&#8217;esame di maturità.</p>
<p>Lo rivela un&#8217;inchiesta di <strong>Anna Lisa Muntoni</strong>, ricercatrice di Cagliare e autrice di uno studio su questo fenomeno, che dichiara al quotidiano &#8220;La Stampa&#8221;: &#8220;Abbiamo la netta sensazione di crescita del fenomeno, anche se non esistono statistiche a livello nazionale, dai colloqui con insegnanti, famiglie e gli stessi studenti che non hanno alcun timore di dire come e quando si impasticcano&#8221;.</p>
<p>Quello del<strong> &#8220;doping&#8221; degli studenti</strong> è un fenomeno noto già da tempo nei paesi anglosassoni, che sembra approdato in Italia piuttosto di recente ma con ritmi di diffusione allarmanti.</p>
<p>Le sostanze preferite dai ragazzi sono i cosiddetti<strong> farmaci nootropi</strong>, cioè in grado di aumentare le capacità cognitive, che vengono impiegati normalmente per la  terapia dell&#8217;iperattività, deficit di attenzione, autismo e Alzheimer: <strong>metilfenidato, destroanfetamina, modafinil, piracetam</strong>, etc&#8230;</p>
<p>Viene da chiedersi come facciano gli studenti a procurarsele. E&#8217; semplice: su internet, tra i forum di giovani se ne parla liberamente e si possono trovare da vendere con facilità.</p>
<p>A questa facilità di reperimento, però, purtroppo non corrisponde la stessa facilità di smaltimento. Ricordiamo infatti che si tratta di farmaci usati in modo improprio! Provocano<strong> effetti collaterali notevoli</strong>, come calo della memoria e delle funzioni cognitive una volta cessato il periodi di assunzione, aloterazioni del sonno, disturbi dell&#8217;umore. Ma soprattutto, <strong>inducono dipendenza</strong>.</p>
<p>Personalmente credo che questo fenomeno sia sintomo di una fragilità interiore grande , che non è tanto quella di credere al potere di una pillola, quanto l&#8217;idea che si possa essere invincibili e onnipotenti. E se non ci si riesce perchè il fisico ha bisogno di pause per dormire o di cibo di cui nutrirsi, che paiono in quest&#8217;ottica grandi debolezze umane, allora si deve per forza intervenire per togliere anche l&#8217;ultima scintilla di umanità.</p>
<p>E se si cade nella trappola a 18 anni per l&#8217;esame di maturità, cosa si farà a 22 quando magari non si trova lavoro, o a 28 quando non ci si può permettere una casa dove abitare o a 30 con i figli piccoli da educare? Voglio dire, le difficoltà della vita sono tante e davanti agli  ostacoli, credo che prima o poi bisognerà fare i conti con i propri limiti&#8230; con la propria umanità.</p>
<p>E credo anche che solo allora ci si possa veramente innamorare di se stessi, che ne dite?</p>
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		<title>Benvenuti su Gracebook!</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 09:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benvenuti su Gracebook.it!
Il blog dedicato alle donne finalmente è online&#8230;
..A presto con articoli interessanti e curiosi sul mondo femminile.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-25" title="dsc_00066" src="http://www.gracebook.it/wp-content/uploads/2009/04/dsc_00066-300x225.jpg" alt="dsc_00066" width="300" height="225" />Benvenuti su <strong>Gracebook.it</strong>!</p>
<p>Il <strong>blog </strong>dedicato alle <strong>donne</strong> finalmente è online&#8230;</p>
<p>..A presto con articoli interessanti e curiosi sul <strong>mondo femminile</strong>.</p>
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