Scritto da: Barbara Canini
Siamo quasi a metà luglio e già in tutti i negozi sono arrivati i tanto attesi saldi.
Finalmente chi ad inizio stagione aveva adocchiato un nuovo paio di pantaloni o un elegante vestitino per le serate estive, li potrà acquistare senza esaurire i propri risparmi.
Anche io come tutte, mi sono lasciata prendere la mano da questo shopping “compulsivo”, saltando da un negozio all’altro nei centri commerciali che ormai nascono come funghi ad ogni angolo della città.
Come ogni anno le varie associazioni dei consumatori danno consigli su come verificare che si tratti di veri saldi e non di fittizi, fatti magari su merce avanzata dagli anni scorsi.
In questo, per fortuna, ormai noi ragazze siamo bravissime, riuscendo con uno sguardo, a capire se il capo che stringiamo in mano fa parte delle nuovi collezioni oppure è un riciclo.
In questo breve articolo vorrei semplicemente farvi partecipe di una stranezza che ho notato durante alcuni acquisti.
Avevo scelto in una nota catena di negozi, una graziosa camicetta a maniche corte, proprio l’ideale da utilizzare in ogni occasione, ovviamente era in saldo e costava 37 euro, e considerando che il prezzo originario era di 75,00 euro stavo facendo davvero un buon affare.
Al momento del pagamento però, il cassiere mi chiede 47,50 euro, dopo un momento di smarrimento, ho verificato che effettivamente il prezzo era giusto ed ho pagato quanto dovuto.
Uscita dal negozio mi sono chiesta come avevo fatto a prendere lucciole per lanterne, ed ho capito che in realtà il negozio non aveva commesso nessun tipo di sbaglio, sul cartellino erano riportati esattamente il prezzo originario, quello scontato e la percentuale di sconto.
Tecnicamente mi ero sbagliata io, ma mi è venuto un piccolo dubbio.
E se il mio errore, oltre che dalla sbadataggine, fosse stato indotto anche dal fatto che il 37, che io avevo scambiato per il prezzo e che in realtà era la percentuale di sconto, era stato scritto con caratteri più grandi e in grassetto rispetto a quello pagato che veniva riportato in fondo nel cartellino e scritto ovviamente più in piccolo??
Magari si tratta solo di congetture ed in realtà e’ stato fatto in maniera completamente casuale, ma forse esiste una remota possibilità che si sia voluto far leva sull’effetto ottico che cattura immediatamente la nostra attenzione sulla cifra scritta in modo più evidente, e quando il cliente si trova alla cassa difficilmente lascerà l’acquisto per evitare di fare brutte figure, e lo comprerà comunque.
Sarà sicuramente una sciocchezza ma dato che spesso il consumatore viene in qualche modo raggirato perchè non avere un’attenzione in più anche per questi piccoli dettagli?.




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