Scritto da: Romina Balducci
Le stime ufficiali parlano dii 400 morti in 2 giorni, ma un medico locale denuncia più di mille morti: una tragedia che porta il volto degli innocenti.
La guerriglia tra l’esercito e i ribelli delle Tigri Tamill nella regione di Mullivaaykaal nordest dello Sri Lanka, è culminata lo scorso week end in un bagno di sangue. Così si è espresso il portavoce delle Nazioni Unite Gordon Weiss.
a mesi questa regione è teatro di un dramma che ha prodotto 50 mila sfollati, ammassati in 4 Km quadrati nel cuore della regione. Nei primi 3 mesi del 2009 sarebbero almeno 6500 le persone uccise dalla guerra, che peraltro si combatte dal 1983 con un bilancio di vittime che si aggira sui 70 mila morti. Lo scorso week end il Governo ha lanciato un’offensiva bellica per chiudere definitivamente la diatriba con i ribelli.
A farne le spese, irrimediabilmente e silenziosamente, la popolazione civile Tamil, intrappolata tra guerriglieri ed esercito.
Dopo il sangue versato nel fine settimana, la comunità internazionale ha imposto il cessate il fuoco: il presidente Mahinda Rajapaksa non solo ha ignorato il precetto ma ha respinto perfino l’ingresso di aiuti umanitari.




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