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Smart Drugs per l’esame di maturità?

Scritto da: Romina Balducci



scuola-studentiSmart drugs come antidoto alla stanchezza, ai cali di memoria e di concentrazione… ma anche alla frustrazione e alla paura di non superare l’esame di maturità.

E’ così che si comincia ad assumere sostanze in grado di agire sul sistema nervoso centrale migliorando le performance cognitive. Ed è così che sempre più giovani ricorrono a smart drugs in vista dell’esame di maturità.

Lo rivela un’inchiesta di Anna Lisa Muntoni, ricercatrice di Cagliare e autrice di uno studio su questo fenomeno, che dichiara al quotidiano “La Stampa”: “Abbiamo la netta sensazione di crescita del fenomeno, anche se non esistono statistiche a livello nazionale, dai colloqui con insegnanti, famiglie e gli stessi studenti che non hanno alcun timore di dire come e quando si impasticcano”.

Quello del “doping” degli studenti è un fenomeno noto già da tempo nei paesi anglosassoni, che sembra approdato in Italia piuttosto di recente ma con ritmi di diffusione allarmanti.

Le sostanze preferite dai ragazzi sono i cosiddetti farmaci nootropi, cioè in grado di aumentare le capacità cognitive, che vengono impiegati normalmente per la  terapia dell’iperattività, deficit di attenzione, autismo e Alzheimer: metilfenidato, destroanfetamina, modafinil, piracetam, etc…

Viene da chiedersi come facciano gli studenti a procurarsele. E’ semplice: su internet, tra i forum di giovani se ne parla liberamente e si possono trovare da vendere con facilità.

A questa facilità di reperimento, però, purtroppo non corrisponde la stessa facilità di smaltimento. Ricordiamo infatti che si tratta di farmaci usati in modo improprio! Provocano effetti collaterali notevoli, come calo della memoria e delle funzioni cognitive una volta cessato il periodi di assunzione, aloterazioni del sonno, disturbi dell’umore. Ma soprattutto, inducono dipendenza.

Personalmente credo che questo fenomeno sia sintomo di una fragilità interiore grande , che non è tanto quella di credere al potere di una pillola, quanto l’idea che si possa essere invincibili e onnipotenti. E se non ci si riesce perchè il fisico ha bisogno di pause per dormire o di cibo di cui nutrirsi, che paiono in quest’ottica grandi debolezze umane, allora si deve per forza intervenire per togliere anche l’ultima scintilla di umanità.

E se si cade nella trappola a 18 anni per l’esame di maturità, cosa si farà a 22 quando magari non si trova lavoro, o a 28 quando non ci si può permettere una casa dove abitare o a 30 con i figli piccoli da educare? Voglio dire, le difficoltà della vita sono tante e davanti agli  ostacoli, credo che prima o poi bisognerà fare i conti con i propri limiti… con la propria umanità.

E credo anche che solo allora ci si possa veramente innamorare di se stessi, che ne dite?

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