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Piante esotiche, una minaccia per l’ambiente?

Scritto da: Romina Balducci



cactusAilanto, Robinia, Pueraria montana, cactus: piante esotiche provenienti da Asia, Africa e America, sempre più presenti anche in Italia.

Sono arrivate da lontano e in poco tempo hanno attratto l’attenzione di molto per le loro forme e i colori insoliti, hanno donato un tocco di particolarità ai nostri giardini, magari anche ispirato la fantasia di poeti e sognatori…

Ma le piante esotiche, seppur così ben adattate al territorio italiano, nascondono qualche insidia. Innanzitutto sconvolgono l’equilibrio naturale e minacciano la biodiversità dei territori in cui si insediano.
A lanciare l’allarme, qualche giorno fa, il “Rapporto annuale sullo stato dell’ambiente in Piemonte”, che dipinge le piante esotiche come una delle più preoccupanti cause di riduzione e minaccia della biodiversità a livello mondiale.

Bè, che non fossero proprio innocue ce lo avevano suggerito gli aculei appuntiti di certe specie, ma se parliamo di una minaccia per il nostro ecosistema, la questione si fa più seria. Un problema che pare particolarmente grave in Piemonte, dove nessuna area è risparmiata dall’invasione delle piante extracomunitarie.
Ma da dove vengono queste temibili nemiche?


Secondo una ricerca nazionale, il 37,2 % viene dagli Stati Uniti, il 24,3 % dall’Asia, l’8,5% dall’Europa, il 4,6% dal Mediterraneo…
Alcune si sono insediate in Italia spontaneamente, altre sono state portate clandestinamente e piano piano si sono riprodotte fino poi a “esplodere” con fioriture talmente imponenti da scacciare le specie autoctone. La convivenza tra specie esotiche e autoctone, infatti, sembra sia molto difficile.
Ma le conseguenze maggiori le pagano le colture agricole e quelle extra-agricole.

Cosa fare?


Ovviamente occorre puntare su prevenzione e controllo, approntando strategie e dedicando risorse adeguate.

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