Scritto da: Romina Balducci

Come si fa ad arrivare a fine mese con 1000 euro? Se poi si è lavoratori precari, magari a progetto e se si abita in un appartamento di Milano condividendo l’affitto con un amico? Se volete saperlo o semplicemente condividere col grande schermo quella che ormai è una condizione comune a tanti trentenni, guardate Generazione 1000 euro di Massimo Venier!
Matteo (Alessandro Tiberi) è un giovane laureato in matematica che vive a Milano nell’appartamento che condivide con l’amico Francesco (Francesco Mandelli), anche lui “fuori sede”. Matteo è impiegato nel reparto marketing di una grande azienda: un lavoro che non lo soddisfa e non gli offre nemmeno solidità economica, ma nella vita, dirà lui stesso “il segreto è farsi piacere quello che c’è a disposizione” un po’ come la cena quando le probabilità di trovare in dispensa quello che si desidera sono bassissime. La lineare routine di Matteo viene sconvolta dall’incontro con Beatrice (Valentina Lodovini), la nuova coinquilina e con Angelica (Carolina Crescentini), responsabile marketing. Due donne diverse rapiscono il cuore di Matteo: da una parte Beatrice mora, formosa e idealista, dall’altra Angelica, algida, elegante e arrivista.
Così tra calcoli di probabilità e “inciampi” nell’insondabile casualità della vita, Matteo arriva a un passo dalla grande occasione: trasferirsi a Barcellona con uno stipendio raddoppiato sotto l’ala della potente Angelica. Ma lascerà la complicata Milano di 1000 euro al mese (racimolati con 3 lavori diversi) e il rassicurante abbraccio di Beatrice?
La commedia è abbastanza brillante, divertente a tratti ma la storia di Matteo poco ha a che vedere con la realtà, dove il fenomeno del precariato è un fatto reale, una piaga sociale per moltissimi giovani. E il sorriso finale con cui Matteo strizza l’occhio allo spettatore fa pace troppo in fretta con una condizione che non è così piacevole come sembra indicare il finale. Insomma, come scegliere l’incertezza dell’arrangiarsi di fronte a tanti giovani che non riescono a costruire un futuro o a mantenere una famiglia?




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